Da Vestri la cioccolata che fa bene, Progetto toscano con l’azienda

Una soluzione “dolce” ad un problema difficile e complesso come la salute del sistema cardiovascolare. Ecco la Toscolata, la cioccolata fatta con prodotti toscani, che sarà la protagonista del progetto sulla prevenzione finanziato dalla Regione. Ieri mattina, nell’aula magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha avuto luogo la degustazione alla presenza dei produttori della speciale cioccolata, l’azienda Vestri di Arezzo. Il progetto è stato coordinato dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arborie del CNR con la partecipazione dell’Università di Siena, dell’Università di Pisa e dell’Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa.

All’iniziativa hanno partecipato Marco Masi e Enrico Mario Pé, rispettivamente coordinatore dell’area educazione, istruzione, università e ricerca della Regione Toscana e direttore dell’Istituto di Scienze della Vita della Sant’Anna. Claudio Cantini, coordinatore del progetto Toscolata, ne ha presentato obiettivi e risultati. Luca Sebastiani, dell’Istituto di Scienze della Vita Sant’Anna, si è soffermato sulle proprietà organolettiche e sui composti nutraceutici presenti nelle mele e nell’olio di oliva prodotto con varietà toscane. Per le mele, in questa prima fase lo studio ha preso in esame le antiche varietà del Casentino, come la Panaia rossa, la Ruggina, la Mora e la Nesta. Tra queste la Panaia rossa è risultata particolarmente ricca di composti polifenolici (ricchi di sostanze antiossidanti, che possono contribuire a rallentare l’invecchiamento) e quindi è stata scelta per arricchire il cioccolato da utilizzare nella sperimentazione clinica. Patrizia Salusti, del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena, ha presentato le procedure di preparazione di un cioccolato di alta qualità, come appunto la Toscolata. “La sperimentazione – spiega Rossella di Stefano, cardioangiologa – inizierà entro maggio e lo scopo è quello di studiare i benefici di questa varietà di cioccolato sul sistema cardiovascolare. Verranno selezionati trenta volontari tra i 35 e i 65 anni portatori di almeno tre fattori di rischio fra quelli più comuni: fumo, colesterolo alto, familiarità per malattie cardiovascolari, sovrappeso e ipertensione. I partecipanti saranno chiamati ad assumere 40 grammi di Toscolata al giorno.

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